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Duilio Chiarle

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Premi ricevuti da Duilio Chiarle

Storie di formaggio, il formaggio nella letteratura italiana

di Pasquale Franzese

(ilmiolibro.it)


17 novembre 2013


Un ottimo libro dove l’autore grazie alla sua professionalità ed esperienza da modo a tutti di leggere e conscere da come sia antico il formaggio, un alimento che viene utilizzato in parecchie preparazioni culinaree, in queto libro vengono nominati grandi autori dal medioevo al novecento,  con storie e anche con umorismi, non pensavo che dietro al nome formaggio ci fosse così tanta storia, leggendo questo libro mi è stato di notevola importanza anche nel campo professionale e non posso che ringraziare all’autore ed elogiarlo nella sua fatica d’autore.

MISTERO E LEGGENDA


Se amate il mystero e le leggende vi segnaliamo un nuovo libro che già dal titolo la dice lunga: si intitola infatti “MISTERO E LEGGENDA: nove enigmi inestricabili dall’isola non trovata al caso Taman Shud” ed è stato scritto da Duilio Chiarle.

Nel libro potrete trovare pane per i vostri denti. Si parla infatti, per cominciare, delle isole scomparse misteriosamente dalla carta geografica terrestre: sono tante e la più famosa e ultima in ordine di tempo è Sandy Island e l’autore le cita proprio tutte.

Si passerà poi alla misteriosa sparizione di Ippolito Nievo, insieme ai documenti della spedizione dei Mille, alla sua scorta e a tutta la nave “Ercole” compresi passeggeri ed equipaggio.

Quindi sarà il turno del caso Taman Shud, il più inestricabile degli enigmi d’Australia: chi era il misterioso uomo ritrovato sulla spiaggia?

Si potranno poi trovare notizie sulla misteriosa sparizione dei Goti di Ravenna: l’autore ci racconta un mistero dell’archeologia, così come un altro enigma trattato è quello della papessa Giovanna. La domanda sorge spontanea: è esistita realmente? Chiarle afferma di averne le prove.

Altro quesito interessante è senza dubbio se Re Artù sia davvero esistito. L’autore ci racconta dove si trova Camelot.

E poi ancora si parlerà di Robin Hood: ecco finalmente il vero Robin Hood, quale era il suo vero nome e la straordinaria vicenda vera della sua vita; dell’Arca dell’Alleanza e della vicenda di Infranca, l’uomo che l’ha scoperta (l’autore fece la segnalazione al programma televisivo “Voyager” che a seguito di ciò realizzò un servizio); degli UFO e delle dichiarazioni dei capi di stato, inclusa l’ultima stranezza del caso Snowden e una dichiarazione attribuita a lui; e infine delle “V7” tedesche e della loro costruzione misteriosa.

Buona lettura.

A cura della redazione (La Zona Morta 18/10/2013 - http://www.lazonamorta.it)

TRE STORIE ITALIANE DI FANTASCIENZA: SETTEMBRINI, NIEVO, SALGARI


Settembrini, Nievo e Salgari: vi starete domandando che cosa hanno in comune tra loro questi tre autori italiani del XIX secolo… Ebbene, sono in pochi a sapere che tutti e tre hanno scritto fantascienza: Settembrini come traduttore di Luciano di Samosata, Nievo con un trattato di storia del futuro e Salgari con una curiosa visione del 2000. Si crede generalmente che i racconti fantastici siano monopolio della modernità, ma ciò è errato. E’ per questo che
 Duilio Chiarle ha pensato di inserirli tutti e tre insieme in un’antologia a loro dedicata intitolata semplicemente “Tre storie italiane di fantascienza: Settembrini, Nievo, Salgari”, per esplorare i mondi fantastici ante-litetram che questi autori hanno saputo darci.

“Certo!”, afferma il curatore. “Ho scoperto che non solo Salgari ha scritto un romanzo di fantascienza (“Le meraviglie del 2000”), ma che il grande Ippolito Nievo, eroe garibaldino, autore di decine di libri prima di arrivare a trenta anni (su cui tra l’altro aleggia il mistero di una morte che il pronipote Stanislao ha giudicato “vittima della prima strage di Stato del neonato Regno d’Italia” nel 1861), si è dato al fantastico con un curiosissimo e per certi versi eccezionale libro (“Storia filosofica dei secoli futuri”). Quanto a Settembrini, che contrariamente a Nievo non era un uomo d’azione ma un intellettuale puro che scontò anni in una prigione borbonica dato che era considerato pericolosissimo, invece ha tradotto una stravagante opera di Luciano di Samosata che parla di creature dello spazio e abitanti di altri pianeti (strano uomo, Settembrini, che durante la permanenza in carcere compose un’opera letteraria ambientata nell’antica Grecia tanto scabrosa da essere pubblicata soltanto più di cento anni dopo la sua morte). E così ho pensato di dare più visibilità a questi tre grandi della letteratura italiana”.

Potete trovare un estratto di questa interessante opera su “Smashwords”.

Duilio Chiarle, scrittore e chitarrista dei “The Wimshurst’s Machine”, ha ricevuto il premio “Cesare Pavese” nel 1999. Gli sono stati attribuiti i premi internazionali “Jean Monnet” (patrocinato dalla Presidenza della Repubblica Italiana, dall’Università di Genova e dalle Ambasciate di Francia e Germania) e “Carrara – Hallstahammar” (quest’ultimo per due volte consecutive). Con il gruppo musicale in cui milita ha ricevuto tre nomination hollywoodiane consecutive: sono suoi i racconti dei “concept” musicali.

Buona lettura.

A cura della redazione (La Zona Morta 31 agosto 2013 - http://www.lazonamorta.it)

“La Difesa Alekhine” di Duilio Chiarle

7 luglio 2011
Di: Bilguer74

SOLOSCACCHI

 

“Dimenticare non serve. Ignorare è pericoloso. Sono soltanto alibi”
(La Difesa Alekhine, Duilio Chiarle)

 

Non ha il raziocinio scientifico di uno Sherlock Holmes, né la risolutezza del diabolico Philip Marlowe. Non ha la perspicacia di Hercule Poirot, né la pazienza ruminante del commissario Maigret. Non è ruvido come Duca Lamberti o come un Salvo Montalbano. Il protagonista del giallo “La Difesa Alekhine” di Duilio Chiarle è un anonimo cronista di provincia, lontano dagli stereotipi investigativi, catapultato in mezzo a fatti ben più grandi di lui, che gli passano accanto a tutta velocità, come un’auto lanciata in corsa con il chiaro intento di uccidere. La provincia, nel suo manto di opaca tranquillità, riserva sorprese impensabili. Cosa nasconde il presunto suicidio del famoso pittore Ferrero? Quali ombre si allungano dietro una morte, velata di mistero, con radici lontane di un passato scomodo, che riconduce all’ultima guerra mondiale? Basta alzare il tappeto per scoprire la polvere. E tutto ridiventa attuale, con un serial killer che torna a colpire.

Scrive bene Chiarle, giornalista con altre esperienze letterarie alle spalle tra cui un premio “Cesare Pavese”, garanzia assoluta di qualità. Quel Piemonte neppure accennato è una percezione intuitiva, un lampo giallo al parabrise che acceca questa gente di pianura, che ha voluto seppellire i ricordi più neri. Allora cala la nebbia. Una nebbia stopposa che avvolge le strade, che nulla ha di poetico, come l’Amarcord felliniano, ma inquieta quasi fosse The Fog di John Carpenter. Il protagonista combatte nella sua velleitaria battaglia contro i mulini a vento, poteri forti che incrinano le convinzioni più sane, per salvaguardare il senso più puro dell’onestà intellettuale, dovere primo del mestiere di scrivere.

Di Pavese abbiamo accennato. Certe assonanze ci fanno ricordare la Tavola fiamminga di Arturo Perez-Reverte. Lo sfondo della guerra passata si avvicina a Tango e gli altri, di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, edito tuttavia nel 2007, ovvero cinque anni dopo la prima stesura del giallo di Chiarle.

Ma gli scacchi? Già. A mio modesto parere, la storia stava in piedi anche senza. Forse meglio. Capolinea Ferrero, primo articolo del protagonista sul caso in esame, era uno splendido titolo anche per il romanzo. Colpiva l’immaginario. Come un treno arrivato a destinazione, ad un punto morto. Perché noi scacchisti siamo maniaci del tecnicismo, puristi del linguaggio di settore, e frasi come “scacco alla regina nera”, ci turbano non poco. In sostanza, ci sembra che nella stesura del libro gli scacchi siano appiccicati qua e là con lo scotch, a reinventare i passaggi della vicenda narrata in chiave di mosse, difficilmente riconducibili ad una partita reale. L’idea borgesiana ci sembra inflazionata. Che dire poi della Difesa Alekhine? Una leggenda metropolitana vuole che il suo inventore quel giorno avesse risposto 1…Cf6, convinto che l’avversario avesse debuttato con 1.d4.

 

Bilguer74

 

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Scacchi, musica, attualità, programmi Tv, Simpson, internet, burraco, partite Inter commentate e misteri.

 

VENERDÌ 13 APRILE 2012

Scacchi: Saggio storico su Una partita a scacchi di Giuseppe Giacosa

Nell'immagine la copertina del libro sul saggio storico su "una partita a scacchi di Giuseppe Giacosa" scritto da Duilio Chiarle.

L'autore è uno scrittore, giornalista e chitarrista del gruppo “The Wimshurst’s Machine” (due nomination hollywoodiane, 2010 e 2011) che si è ispirato nel libro ad una vicenda medioevale accaduta nel Castello di Issogne, alla famiglia degli Challant

Per molti anni infatti nel forte di Verres (adiacente a quello di Issogne e che fu dello stesso proprietario) si è messa in scena quest`opera di Giacosa che ha come tema una partita a scacchi.

 

Scrittore fai da te
Manuali e corsi

La recensione di Letizia Sebastiani:

Questo me lo metto in tasca!
Ho cominciato a leggere "Scrittore fai da te" con il genuino intento di scriverne una recensione appena l’avrei terminato. Adesso che l’ho finito e mi ritrovo davanti il temutissimo spazio bianco sono in seria difficoltà... Tentare di recensire un manuale del genere non è affatto facile. Sarebbe come se vi chiedessi di prendere l’elenco del telefono e di scriverne due righe.  Impossibile! L’elenco del telefono è utile, è vitale; qando ti serve lo tiri fuori dal cassetto e lo usi! Perchè è questo che si fa con i manuali, si leggono sì, magari la prima volta con noncuranza, con aria annoiata, ma poi li usi, e li riusi, e li riusi... Anche io sono una scrittrice e appena ho visto il titolo di questo lavoro mi son detta: "và che magari non vi trovi qualche consiglio utile, qualcosa a cui magari non ho mai pensato!" e ho fatto bingo! Tra queste pagine c’è ben più di qualche semplice consiglio; queste pagine vi seguono passo passo lungo la tortuosa strada della pubblicazione e promozione degli scritti di noi umili (ma non troppo!) scrittori sconosciuti. Era la cosa di cui avevamo bisogno. Quanti pomeriggi ho buttato girando e rigirando tra i siti di self-publishing senza avere la minima idea di dove stessi andando; quante volte ho rinunciato! Avessi saputo prima dell’esistenza di questo tesoro ne avrei usufruito mesi fa! Ma meglio tardi che mai... E voi scrittori in erba o in fasce che dir si voglia siete avvertiti: prima di pubblicare, in qualsiasi modo vogliate farlo, date una letta a "Scrittore fai da te"; poi mi ringrazierete, o meglio, ringrazierete Duilio Chiarle...e lo ringrazio anch’io.

La recensione di Felicetta Palladino:
Scrittore fai da te

Opera di grande utilità pratica, lineare nell’esposizione ed esaustiva nei contenuti. L’autore coinvolge il lettore nella sua personale esperienza con l’editoria nelle sue varie forme e riesce a guidarlo verso il traguardo con suggerimenti frutto di quotidiana sperimentazione e di inevitabili insuccessi. E’ la cassetta degli attrezzi degli "scrittori fai da te", non può mancare nelle librerie di casa o nella cartella documenti del pc. Interessantissima la parte relativa alla produzione degli e-book, ma soprattutto quella che descrive la circolazione delle opere sul mercato mondiale. Non mancano suggerimenti e chiarimenti nè sull’acquisizione del codice ISBN, nè sulle modalità di pagamento dei servizi acquistati. Sono rivelati piccoli trucchi, di fondamentale importanza, per chi non conosce tutti i formati elettronici dei documenti e sulle percentuali riservate sulle vendite agli autori e agli editori. Chiarisce anche la distinzione tra una casa editrice ed una casa di distribuzione delle opere che non si assume la responsabilità dell’edizione. Accenna  anche agli aspetti fiscali relativi ai compensi percepiti con i diritti d’autore. Infine invita garbatamente tutti i potenziali scrittori a mettersi in gioco senza temere le critiche negative.

La recensione di Lorenzo Fabbri:
La guida del self publishing al tempo dell’editoria fai da te

Finalmente un buon libro sul self publishing, veramente accurata e interessante la sezione in cui vengono dsecritti i diversi servizi disponibili sul mercato. Intelligente l’introduzione, che inquadra il fenomeno all’interno della evoluzione del concetto di stampa e di pubblicazione nella storia moderna dell’Occidente Capita di leggere diverse opinioni sul tema di self publishing, che pare di gran moda. Si leggono giudizi e considerazioni di ogni tipo, ma quasi tutte prive di un una base di conoscenza empriica. A dirla tutta quasi sempre chi parla di self publishing non ha la più pallida idea di cosa si tratti, mai ha pubblicato un libro in self publishing, mai ha dedicato tempo a capire come funziona una piattaforma on line di pubblicazione. Il dibattito insomma si muove su un livello di superficialità soprendente: c’è chi confonde il self publishing con l’editoria a pagamento, chi denigra gli autori che lo usano, ecc. Tornano alla mente le opinioni - di una decina di anni fa - sui blog e sul rapporto tra blog e giornalismo. Complimenti a Duilio Chiarle, sperando di poter leggere nel giro di pochi mesi una nuova edizione del suo libro: i cambiamenti sono così frequenti in questo mondo, ed è raro trovare osservazioni così attenti come l’autore di questo libro.

IO SONO MELODY


E’ in distribuzione in questi giorni “Io sono Melody”, il nuovo giallo di Duilio Chiarle, con illustrazione di copertina di Daniele Scerra.

La trama narra di un uomo che viene invitato per il periodo estivo nella villa di una ricchissima e famosissima imprenditrice, un piccolo regno a cui nessuno ha accesso: è la sua ultima possibilità per evitare la rovina, non può rifiutare. Ma l’anima della villa è Melody, una donna dai capelli rosso fuoco e occhi da gatto. Chi è Melody? Melody è una bellissima, inquietante, eminenza grigia. Ma chi è davvero Melody? E perchè l’uomo è stato invitato alla villa? “Io sono Melody” è un giallo anomalo. Il mistero si risolverà soltanto al’’ultima pagina, quando il sipario cala proprio nel momento in cui dovrebbe alzarsi…

Duilio Chiarle, classe 1959, conosciuto anche come Charles D.Willow, giornalista, scrittore e commediografo, ha ricevuto due anni consecutivamente il 1° premio al “Gran Premio Internazionale d’Arte Carrara – Hallstahammar” (nel 1998 e nel 1999) e il premio “Cesare Pavese” 1999 (aggiudicandosi sempre il 1° posto). E’ stato poi finalista al premio letterario “Esperienze in giallo” 2002. Prima di “Io sono Melody” ha pubblicato il thriller fantastico “La difesa Alekhine”.

Per saperne di più vi consigliamo di dare un’occhiata al sito del romanzo: buona lettura!

Davide Longoni (La Zona Morta 18/11/2011 - http://www.lazonamorta.it)